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Presentati i Candidati per la Circoscrizione AMERICA SETTENTRIONALE E CENTRALE
10 April 2008  |   Politic Italy/Politica Italiana  |   Email    |   Print

Presentati i Candidati per la Circoscrizione AMERICA SETTENTRIONALE E CENTRALE

La DESTRA

CANDIDATI ALLA CAMERA

Michele FRATTALONE - Boston, Stati Uniti
Franco CORRADO - New York, Stati Uniti
Pasquale GILIBERTI - Stati Uniti
Pasquale TROTTA - Stati Uniti

CANDIDATI AL SENATO

Giuseppe CIRNIGLIARO - New York, Stati Uniti
Franco MISURACA – Canada

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La Cattolicità in Persia e nella Penisola Arabica
10 April 2008  |   Identity/Identità  |   Email    |   Print

La Cattolicità in Persia e nella Penisola Arabica

Iran, vivere da cristiani nella terra degli ayatollah
All’origine dell’esodo dei cristiani dall’Iran ci sono «la paura di un’invasione americana che renda l’Iran un mattatoio come accaduto in Iraq» e «l’incertezza per l’avvenire dei figli, soprattutto per l’impossibilità di restare cristiane per quelle ragazze che sposano un musulmano». Ma, avverte il vescovo caldeo di Teheran, mons. Ramzi Garmou, anche sui media grava una pesante responsabilità per le nubi che continuano ad addensarsi sul suo Paese. E questo malgrado gli esiti del rapporto del National Estimate Intelligence statunitense sulla sospensione del programma nucleare dell’Iran dal 2003. L’accusa ai giornalisti occidentali è quella di essere «manipolati e asserviti agli interessi degli Stati Uniti». Per questa ragione chiede uno sforzo di obiettività per «dare notizie veritiere» sulla situazione dell’Iran. E sul dossier nucleare rimarca: «Nella nostra regione ci sono Paesi che possiedono bombe nucleari e la comunità internazionale chiude gli occhi. La politica dei due pesi e delle due misure è ingiusta».
Di origine irachena, nato 63 anni fa a Zakho, a nord di Mosul, trasferitosi in Iran nel 1976, dove poi è stato ordinato sacerdote l’anno successivo, dal 1999 mons. Ramzi Garmou è il pastore del piccolo gregge di Teheran dei Caldei: non più di 5 mila anime, la più piccola fra le minoranze cristiane (gli armeni ortodossi sono 80 mila sui 100 mila cristiani in totale) presenti nella patria dell’islam sciita, che conta 70 milioni di abitanti. «Molta gente in Europa ignora la nostra esistenza - racconta -. (Lire la suite…)

L’ITALIA DI QUALITA’ A PREZZI VANTAGGIOSI
10 April 2008  |   Italian facilities/Strutture Italiane  |   Email    |   Print

L’ITALIA DI QUALITA’ A PREZZI VANTAGGIOSI

“It.card” e’ la nuova card rilasciata gratuitamente dagli uffici consolari che permettera’ agli italiani residenti all’estero che viaggiano in Italia di poter usufruire di una serie di sconti su una vasta gamma di servizi.

Voto Nord America: La Destra-Fiamma Tricolore c’e’
10 April 2008  |   Politic Italy/Politica Italiana  |   Email    |   Print

Voto Nord America: La Destra-Fiamma Tricolore c’e’, lo avevamo detto

Lo avevamo preannunciato e con orgoglio confermiamo la nostra presenza con le nostre liste nella Circoscrizione Nord e Centro America. Ha fatto male chi ha pensato di liquidarci in anticipo pensando di trasformare le idee in un minestrone senza sapore, ha fatto male chi ha creduto che fosse lecito svendere onore e passato per un misero contratto, pre una squallida operazione di marketing mal riuscita, ha fatto male chi ha pensato di comperarci, di dissuaderci, di blandirci. Ed allora GRAZIE a Cirnigliaro, Misuraca, Frattallone, Corrado, Giliberti e Trotta, per il loro entusiasmo e per la loro voglia di non arrendersi. La destra Fiamma Tricolore, anche nelle americhe, in questo nord america che e’ stato santificato dal sudore e dal sacrificio di generazioni di emigranti, e’ presente per continuare a portare in alto quel tricolore che il risorgimento ci ha dato. Grazie a questi meravigliosi candidati che dimostrano che quando la sfida e’ lanciata ci sono sempre i coraggiosi che la raccolgono, ci sono sempre le persone oneste che non si fanno comperare, che non accettano scandalosi compromessi. (Lire la suite…)

Giuseppe Fanin, sindacalista cattolico ucciso dai comunisti
10 April 2008  |   In Memoriam  |   Email    |   Print

Giuseppe Fanin, sindacalista cattolico ucciso dai comunisti

60 anni fa, nel 1948, il sindacalista cattolico Giuseppe Fanin veniva ucciso dai comunisti in Emilia. Segnaliamo sull’argomento un articolo apparso su Avvenire e due libri messi in rete dal sito www.mascellaro.it

http://www.mascellaro.info/abes/giuseppefanin1948/index.php
http://www.mascellaro.info/abes/giuseppefanin1949/index.php

Fanin, un delitto nato dall’estremismo dell’ideologia, di Alessandro Ferioli
Cinquantanove anni fa, nella tarda serata del 4 novembre 1948, un giovane giaceva in agonia sulla via Biancolina di San Giovanni in Persiceto. Era stato da poco aggredito, mentre rincasava in bicicletta, da tre uomini che l’avevano massacrato a pugni e colpi di spranga. Soccorso da un uomo di passaggio e condotto all’ospedale, morì nelle prime ore del giorno successivo.
Il suo nome era Giuseppe Fanin, di anni 24, impiegato delle Acli e dirigente del neonato sindacato cattolico bolognese, costituito da pochi mesi appena. L’agguato era stato il frutto d’una campagna d’odio condotta presso i lavoratori persicetani da certi militanti di sinistra, che nelle settimane precedenti avevano additato i sindacalisti cristiani come crumiri, nemici del popolo, servi degli agrari e fascisti. (Lire la suite…)

L’ars Ludica
4 December 2007  |   Culture/Cultura and History/Storia  |   Email    |   Print

L’ars Ludica

I ludi erano in genere dedicati agli Dei, poiché i Romani credevano che i Dei stessi avessero fatto grande Roma e che la sostenessero nelle avversità. Erano organizzati principalmente prima di una guerra, dopo una vittoria, o addirittura per scacciare una pestilenza. Avevano una cadenza specifica, ma in occasioni particolari se ne potevano organizzare di straordinari. I ludi a Roma comprendevano generalmente spettacoli, corse di cavalli, combattimenti d’animali, esibizioni d’atleti, classificandoli in base al luogo dove si tenevano in ludi circenses e ludi scaenici; i primi prendono nome dal circus, mentre gli altri, gli spettacoli teatrali, erano caratterizzati dalla scaena, costruzione temporanea di tavole, davanti alla quale gli attori recitavano. I giochi erano una festa collettiva di carattere pubblico: potevano essere “istituzionalizzati” (quando erano inseriti nel calendario) o indetti da un privato (giochi in onore di un trionfo o per una cerimonia funebre); la differenza tra giochi pubblici e privati è comunque molto labile, giacché si tratta sempre d’eventi che coinvolgono il popolo romano in tutta la sua collettività. I giochi cominciano con una processione, che partiva dal Campidoglio e attraversava tutta la città fino al luogo dello spettacolo: sfilavano attori, ballerini, musicisti e artisti, capeggiati da una sorta di imperator, seguiti da tutti i cittadini divisi per classi di età (questo è un elemento che ci fa capire che i ludi non erano una sorta di Carnevale senza leggi né ordine). Una caratteristica dei giochi è la licentia, una specie d’impunità temporale che autorizza i Romani (o i legionari nel caso delle parate trionfali) a canzonare, durante il percorso, il generale portato in trionfo o il morto portato al rogo. Anche questa licentia aveva però un limite: sul palcoscenico era proibito deridere un personaggio vivente (come prescrivevano le leggi delle XII tavole). “I giochi non sono quindi il luogo del rovesciamento dei rapporti di potere o della derisione dei valori”, come dice F.Dupont, ma sono più che altro il luogo del “non serio” come lo stesso termine ludere indica (significa giocare o combattere): per questo i giochi gladiatorii sono considerati munera e non ludi, in quanto veri e propri combattimenti. Incarnano questi principi i “ludioni” o ludiones, termine etrusco che indicava i musici, giocolieri, atleti e ballerini che partecipano alla processione e garantivano la continuità dei giochi, i quali non possono essere interrotti; la danza per i Romani spesso si coniuga con l’imitazione, è in sostanza una sorta di mimo. (Lire la suite…)

Le persecuzioni della Chiesa in Cina e in Indonesia
4 December 2007  |   Identity/Identità and International/Internazionale  |   Email    |   Print

Le persecuzioni della Chiesa in Cina e in Indonesia

Cina: tre anni di carcere a sacerdote che ha inaugurato una chiesa (col permesso dello stato)
Roma (AsiaNews) – P. Wang Zhong, della diocesi di Xiwanzi (Hebei) è stato condannato a 3 anni di carcere per aver organizzato la festa della consacrazione di una chiesa a Guyuan. In un resoconto del processo giunto ad AsiaNews si sottolinea che la costruzione della chiesa era legale e il permesso per costruirla era stato dato dall’Ufficio affari religiosi. Ma il sacerdote è un sacerdote sotterraneo, non registrato nell’Associazione Patriottica (Ap).
La diocesi di Xiwanzi (Hebei) è una diocesi della Chiesa sotterranea, con 15 mila fedeli, a circa 260 km a nord di Pechino, quasi al confine con la Mongolia Interna. In quest’area, da diversi mesi la polizia, aizzata dall’Ap, ha deciso una campagna contro sacerdoti e vescovi della Chiesa non ufficiale. Il vescovo ausiliare della diocesi, mons. Yao Liang è scomparso nelle mani della polizia dal 30 luglio 2006. In prigione vi sono anche 20 fedeli e 2 sacerdoti.
P. Wang era stato arrestato il 24 luglio del 2007. La polizia lo ha prelevato insieme ad altri due sacerdoti da una famiglia cattolica che li aveva nascosti a Xilinguole (Mongolia interna). Dopo l’arresto, egli è rimasto in prigione e in totale isolamento, senza possibilità di ricevere visite. Il 29 ottobre 2007 si è tenuta la prima seduta del processo a Kangbao, nel distretto di Zhangjiakou (Hebei). I fedeli presenti nell’aula, dicono che p. Wang, 41 anni, era “in buone condizioni, con la barba lunga, e sembrava un po’ debole. Ma affrontava tutto con coraggio e col sorriso”. Al processo sono finalmente emerse le accuse contro di lui: ha organizzato una riunione illegale (la festa per la consacrazione di una chiesa a Guyuan, dedicata al Sacro Cuore); ha usato un sigillo ufficiale della parrocchia (che in Cina ha valore legale di firma –ndr) senza il permesso delle autorità statali. (Lire la suite…)

Comunicato stampa
4 December 2007  |   Politic Italy/Politica Italiana  |   Email    |   Print

FINANZIARIA: ZACCHERA (AN) ITALIANI ALL’ESTERO CAPRI ESPIATORI DEL CENTRO SINISTRA

“Con questa finanziaria il bilancio del Ministero degli Esteri , compreso tutto il capitolo cooperazione internazionale, conta solo lo 0,47% del bilancio statale ed e’ persino in diminuzione.” Lo dichiara l’On.le Marco Zacchera responsabile esteri di AN di ritorno dal Canada dove ha inaugurato una Nuova sede di Alleanza Nazionale. “Durante i numerosi incontri con la nostra comunità italo-canadese –prosegue Zacchera -e soprattutto in occasione della protesta organizzata dalle associazioni italiane presso il consolato di Toronto il 30 Novembre contro la chiusura della sede di Edmonton ho potuto constatare personalmente la grande delusione dei nostri connazionali, dimenticati dal governo Prodi e diventatati capri espiatori della finanziaria 2008.” Per risparmiare la spesa di quattro addetti al Consolato di Edmonton, -sottolinea Zacchera- la Farmesina privera’ di servizi essenziali circa 70.000 nostri connazionali degli stati centrali del Canada - oltre che dell’Alberta e del Manitoba - ovvero di una zona vasta come cinque volte l’Italia costringendo i nostri connazionali a rivolgersi al consolato di Vancouver distante ben tre ore di aereo. “ Basterebbe un euro a testa per italiano – ricorda l’esponente di AN – per riorganizzare l’intera rete consolare e delle nostre ambasciate nel mondo ; che voglio ricordare sono finalizzati: a tutelare i diritti dei nostri connazionali all’estero , erogare importantissimi servizi amministrativi che in Italia espletano i Comuni e supportare le imprese Italiane all’estero . Ancora una volta- conclude il vice Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera-la politica estera del governo di centro sinistra non solo umilia i nostri connazionali ma pone a serio rischio l’immagine internazionale dell’Italia verso i parterns del G8

Novopress Portugal
3 November 2007  |   International/Internazionale and News/Informazione  |   Email    |   Print

Immigrazione alla rovescia: i cattolici nella penisola arabica
3 November 2007  |   International/Internazionale  |   Email    |   Print

Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 103/07 del 30 ottobre 2007, San Ponziano

Immigrazione alla rovescia: i cattolici nella penisola arabica

Penisola arabica, le nuove catacombe?, di Giuseppe Caffulli

Yemen 1994. Attorno a Sana’a, la capitale, una grande baraccopoli di cellophane e lamiera. Bambini che si aggirano tra fuochi di fortuna e capre che si rincorrono tra sterpi spinosi e sassi. Ci sono capitato per caso, e ancora non credo ai miei occhi. A due passi dalle antiche mura di fango di una delle città più affascinanti d’Oriente, una sorte di girone infernale. Decine di migliaia di anime, catapultate qui dall’altra parte del deserto, senza neppure potersi portare, in alcuni casi, effetti personali, qualche mobile, qualche vestito… Nulla.
«Sono un effetto collaterale della Guerra del Golfo» mi spiega Aziz, un uomo tracagnotto che di mestiere guida i turisti, dopo aver lavorato dall’altra parte del Golfo (questa volta di Aden) alla Fiat di Mogadiscio. «Lavoravano nei pozzi di petrolio, nelle case dei ricchi, negli alberghi e nei cantieri edili… Sana’a si è schierata con Saddam Hussein, mentre Riyad con Washington. Per questa gente, diventata nemica improvvisamente, c’è stata una sola azione: l’espulsione».
La vicenda dei lavoratori yemeniti in Arabia Saudita (secondo alcune fonti erano un milione, poco meno del 5 per cento della popolazione dello Stato che si affaccia sulla punta occidentale della Penisola arabica) ha determinato un repentino rimescolamento della situazione di Arabia Saudita ed Emirati Arabi. (Lire la suite…)

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